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Scrittura a scuola

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SCRITTURA A SCUOLA (facciamo il punto) – ULTIMO AGGIORNAMENTO del 22 dicembre 2013


L’Associazione Calligrafica Italiana, compiuti più di vent’anni di attività, dopo aver svolto un ruolo fondamentale per il revival della calligrafia italiana, assistendo purtroppo in questi tempi ad una degenerazione grafica della scrittura, ritiene di dover prendere posizione in merito all’insegnamento della calligrafia a scuola.

Il 18 aprile 2010 si è tenuta a Milano la prima giornata di studio e discussione di un piccolo ma affiatato gruppo di lavoro, in seguito ce ne sono state altre che sono culminate nel corso di formazione “La calligrafia ritorna a scuola” che si è tenuto nell’arco di 7 domeniche dal 6 marzo al 5 giugno 2011. Nel 2012 si è tenuta la seconda edizione di questo corso, nelle date 5 e 12 febbraio, 4 e 18 marzo e 1 aprile. Il corso ha visto come al solito la partecipazione di docenti esterni come Giorgio Bollani e Michela Borean. Tale corso ha l’obiettivo di formare degli esperti che possano tenere corsi nelle scuole primarie.

Il gruppo di lavoro, che si riunisce sporadicamente, al momento è costituito da: Anna Ronchi, Antonia Campanella, Enrica Ventura, Francesca Gandolfi, Francesco Ascoli, Regina Invernizzi, Maria Lucente, Silvia Sala, Maria Eugenia Roballos, Alessandra de Lellis, Alex Barocco, Patrizia Cianci, Emanuela Brazzoduro, Giusi Merola, Andrea Liserre, Anna Barone, Elena Fossà, Roberta Spagnolo, Barbara Stocco, Chiara Magagnoli, Federico Bianchi, Francesca Biasetton, Gabriela Carbognani, Gabriele Grandi, Lidia Aceto, Paola Trioschi, Susanna Melchiorri.

Il gruppo di lavoro è aperto ad altri collaboratori o a persone come gli insegnanti che desiderano dare la loro testimonianza del problema o proporre idee.
Siamo felici e orgogliosi di poter annoverare tra i nostri sostenitori e simpatizzanti alcune personalità che si distinguono per sostenere l’importanza della calligrafia a scuola, quali Gianfranco Zavalloni, Giorgio Bollani e Michela Borean.
Zavalloni, insegnante e ora dirigente scolastico, autore di “La pedagogia della lumaca”, Editore EMI, 2009, da anni si batte per il ritorno della calligrafia a scuola; siamo lieti di condividere con lui questa battaglia incruenta ricca di fantasia e valori.
Giorgio Bollani è un ottico optometrista di Milano che ha avviato molti anni fà una campagna nazionale (con Federottica) per sensibilizzare e formare gli insegnanti sulla corretta postura e prensione durante la scrittura e la lettura. Attualmente Giorgio Bollani ha ripreso l’attività nell’ambito del P.E.A.V. Proteggi Educa Allena la tua Visione. Per maggiori informazioni: www.peav.org
Michela Borean è una psicologa e psicoterapeuta che ha collaborato con il Laboratorio di Analisi Cinematica della S.C. di N.P.I. dell’I.R.C.C.S. materno-infantile Burlo Garofolo. Lavora sulle disgrafie ed è autrice del libro “Il corsivo dalla A alla Z”, Ed. Erickson, l’unico testo italiano approfondito sul tema dell’insegnamento del corsivo.

In questi due anni di attività intensa ci siamo resi conto dell’importanza di sensibilizzare gli insegnanti al tema della calligrafia e abbiamo prodotto un “libretto”, che esiste sia in formato digitale che cartaceo, intitolato “Bentornata calligrafia”. Riteniamo sia uno strumento importante per dare informazioni e sostenere la nostra opinione che perdere la calligrafia o semplicemente la capacità di scrivere a mano sia un danno incalcolabile per i nostri bambini.

Questo è il link per visualizzare il nostro libretto in versione sfogliabile: Bentornata calligrafia .

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Per l’anno 2014 abbiamo organizzato altri corsi su questo importante tema.
Saranno dei laboratori rivolti ai bambini, sia per i più piccoli delle elementari, sia per i ragazzi delle medie, con sede a Milano. Seguono le descrizioni sintetiche e il link per scaricare il volantino.

ABC – Scrivo in corsivo con Anna Ronchi e Alex Barocco
Corso di calligrafia per bambini delle elementari (indicato per le classi 2a, 3a, 4a)
Laboratorio di cinque sabati: 25 gennaio e 1/8/15/22 febbraio (dalle 14:30 alle 16:30)

XYZ – Ricomincio a scrivere con Anna Ronchi e Alex Barocco
Corso di calligrafia per ragazzi delle medie
Laboratorio di cinque sabati: 25 gennaio e 1/8/15/22 febbraio (dalle 17.30 alle 19.30)

>scarica il volantino

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OFFERTE DIDATTICHE PER LE SCUOLE

All’interno del gruppo di lavoro che si è formato nelle due edizioni del corso “La calligrafia ritorna a scuola” alcuni docenti sono disponibili a insegnare il corsivo ai bambini delle prime classi della scuola elementare e a promuovere buone pratiche della scrittura, mediante:

- brevi seminari di aggiornamento per insegnanti;
- laboratori di media e lunga durata nelle classi per l’insegnamento del corsivo;
- brevi laboratori per insegnare a scrivere con il pennino.

Elenco dei docenti disponibili con le rispettive aree di intervento:

NOME TELEFONO / EMAIL PROVINCE
Patrizia Cianci 340 4987210
raveranci@tiscali.it
Torino
(solo pomeriggi + sabato)
Alessandra Barocco 335 8020223
alex@alexbarocco.it
Novara, Vercelli, Milano, Alessandria, Pavia, Verbania
Francesca Biasetton 347 5468959
info@biasetton.com
Liguria, Milano
Lidia Aceto 333 6691024
lidiaaceto@yahoo.it
Milano, Monza
Antonia Campanella 335 6838597
antoniacampanella@infodesign.it
Milano, Lodi
Chiara Magagnoli 347 7776408 Milano (solo sabato)
Enrica Ventura enrica.ventura@libero.it Monza
Susanna Melchiorri susanna.melchiorri@katamail.com Trento, Bolzano
Elena Fossà 327 2275537
elena.fossa@libero.it
Verona
Federico Bianchi 347 2516952
federico.bnch@gmail.com
Vicenza,Treviso, Verona, Padova, Rovigo
Emanuela Brazzoduro 338 3435952
emanuela.brazzoduro@gmail.com
Padova
Paola Trioschi 339 5047198
paolafede90@alice.it
Ravenna
Andrea Liserre 338 4758617
andrea.liserre@hotmail.it
Salerno
Alessandra De Lellis alessandra.de.lellis@alice.it Brescia, Verona, Milano

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foto gruppo 3

L’insegnamento della calligrafia a scuola

Purtroppo a scuola, lentamente, anno dopo anno, l’insegnamento della calligrafia è stato abbandonato. Si sono fatte strada due opinioni: la prima è che non si debbano costringere i bambini ad eseguire faticosi esercizi che portano ad una scrittura standardizzata, uniforme, con perdita di individualità. Si dimentica che la scrittura, per il suo compito di essere veicolo di comunicazione, deve rispettare delle regole, dei canoni, non è invenzione, libera espressione come il disegno, per esempio. E oggi ci accorgiamo dei danni di tale tendenza, ci sono moltissimi bambini e ragazzi che hanno una scrittura illeggibile: un gravissimo problema che si riversa sulle insegnanti e un danno per loro stessi. I casi di disgrafia sono in aumento, per non parlare della dislessia. I bambini con difficoltà di scrittura e di lettura possono trarre beneficio da esercizi di scrittura mirati, ritornando a sperimentare direttamente le forme, con le dita (tramite il tatto) o con il braccio o il corpo intero (esplorando lo spazio).

La seconda opinione, che si sta facendo strada recentemente, è che lo scrivere oggi sia inutile, in presenza di mezzi veloci e potenti e sempre più diffusi come i computer.

A queste due tendenze, che faranno emergere il problema in tutta la sua gravità nei prossimi anni, si aggiunge un fatto reale che è l’impreparazione dei formatori sotto il punto di vista grafico. Si pensa che scrivere una ‘o’, un cerchio con un trattino di uscita, in direzione antioraria piuttosto che oraria sia la stessa cosa, invece l’effetto sulla leggibilità è tremendo. I maestri della vecchia generazione sapevano bene insegnare a scrivere la lettera ‘o’ in senso antiorario! Tante abitudini si sono perse, tra cui la tenuta della penna, la postura. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, maestri e genitori. Sono molte le richieste di aiuto, ci sono bambini che fanno una fatica tremenda a scrivere, che hanno una scrittura caotica (disordinata è un complimento), i cui testi non si possono più leggere.

Pensiamo davvero che i ragazzini possano sostituire la scrittura manuale con un qualche sistema di digitazione di lettere? Potranno avere un computer a scuola per scrivere i temi, o per riempire le caselline di test, potranno prendere appunti velocemente all’università usando una tastiera, per quanto comoda possa essere? È possibile che dobbiamo affidare alla tecnologia la risoluzione dei nostri problemi?

La nostra cultura è fondata sulla scrittura

Ci sembra pericoloso buttare via tutto, salvo pentircene quando si osserva che i casi di disgrafia (o dislessia) sono in aumento.

Vogliamo citare una frase di Gerrit Noordzij, tratta da “Il tratto. Teoria della scrittura”, Edizioni Sylvestre Bonnard, nuova edizione italiana del suo saggio del 1982. Gerrit Noordzij è olandese, è un anziano grafico e calligrafo, un insegnante molto stimato in Olanda e nel mondo.

“La scrittura contemporanea [invece] viene ignorata, e resta un giocattolo nelle mani di pedagoghi che a loro arbitrio mettono a repentaglio l’intera civiltà. Quest’ultima affermazione sembrerà esagerata, ma cos’altro è la civiltà occidentale se non la comunità culturale che si serve della scrittura? I pedagoghi si vantano di non infastidire i bambini con un’introduzione alla scrittura, e così facendo minano alle fondamenta la civiltà occidentale. Lo spaventoso aumento dell’analfabetismo comincia con la negligenza della scrittura da parte della scuola.”

scrittura a scuola 1

Perché è importante insegnare a scrivere

L’insegnamento della scrittura è trasversale alle altre materie. L’aspetto della forma delle lettere non può essere separato dai contenuti, e questi due aspetti formano un tutt’uno con la personalità di chi scrive. Per questi motivi è una disciplina fondamentale e formativa per i giovani.

Francesco Ascoli, nel suo libro scritto a due mani con Giovanni de Faccio “Scrivere meglio”, Ed. Stampa Alternativa & Graffiti, 1998 dichiara: “Se comprendiamo che lo scrivere è un’azione che combina una parte razionale e una irrazionale di una persona, capiamo anche che l’acquisizione della capacità di scrivere ha una notevole importanza sullo sviluppo dell’essere, non solo perché rappresenta un grande mezzo di comunicazione che completa quello gestuale e verbale, ma perché, in fase di apprendimento, incide sull’equilibrio della personalità. L’addestramento alla scrittura è quindi un evento molto importante e se ben condotto favorisce un’armonica evoluzione della persona”.

Le regole nella formazione delle lettere si riflettono nella successione di queste, nel loro concatenamento per formare parole, gli elementi e le strutture del nostro linguaggio.

Scrivere non è disegnare. Il bambino deve progressivamente fare questa conquista che è sia una conquista grafica che linguistica. Le regole grafiche hanno il loro corrispondente nelle regole della grammatica.

Per essere in grado di scrivere il bambino deve gradualmente sviluppare delle capacità visive/spaziali e manuali. Anche questo è un processo di maturazione, nel quale il bambino deve essere guidato. Per scrivere servono i movimenti fini della mano (non così facili per tanti bambini che usano poco le loro mani) e un buon coordinamento motorio necessario per rendere facile e automatizzata la propria scrittura.

I modelli di scrittura

È un grave errore scrivere sia in stampato maiuscolo che in minuscolo. Lo stampato maiuscolo deve essere considerato propedeutico. Va bene come avvicinamento alla lettoscrittura per le sue forme semplici ma in seguito durante la 1a elementare deve essere sostituito (può sopravvivere nelle intestazioni, nei titoli, nei cartelloni).

Generalmente come abbiamo verificato in un nostro sondaggio effettuato nelle scuole primarie, si passa poi allo stampato minuscolo.

Insegnare questa forma è stato un grosso errore. Credo che la ragione di tale scelta stia nel fatto che si voglia dare ai bambini lo stesso stile che essi leggono sui libri stampati. Ma qui c’è un grosso equivoco. Il minuscolo stampato si può considerare lo scheletro dei caratteri da stampa, ma questi non sono adatti per la scrittura. Dobbiamo assolutamente distinguere l’arte della stampa (la tipografia) dalla calligrafia: il carattere come è stato sviluppato per la stampa (prendendo a modello delle scritture usate nei manoscritti del ‘400-’500) non è adatto ad essere scritto in maniera fluida e scorrevole.

Il ductus di questa scrittura è infatti qualcosa di speciale, necessita di una certa lentezza e accuratezza di scrittura dovuta ai frequenti stacchi della penna e alla necessità di terminare le aste precisamente sulla linea di base. Insomma, i gesti sono spezzati, non sono naturali e fluidi come nelle scritture corsive. Infatti sono numerose le scritture di bambini in cui le lettere come ‘a’, ‘n’, ‘m’, ‘u’ sono spezzate, il bambino non ha la cura necessaria per tenere uniti i tratti.

La non continuità tra lettera e lettera rallenta e spezza il gesto scritto e questo ne fa uno stile non adatto alla scrittura veloce.

scrittura a scuola 2

All’interno del gruppo di lavoro abbiamo iniziato una riflessione sui modelli di scrittura insegnati, che attualmente sono ben quattro: il maiuscolo, il minuscolo stampato e il corsivo (maiuscolo e minuscolo). E tutti vengono generalmente insegnati in 1a. Sono quattro forme grafiche (allografi) per lo stesso suono. Il bambino in questa fase iniziale deve comprendere il valore fonetico delle lettere e deve anche imparare quattro forme diverse dal ductus ben distinto.

scrittura a scuola 3

Citiamo un altro libro fondamentale per noi: “Il corsivo dalla A alla Z”, di Blason, Borear, Bravar e Zoia, ed. Erickson, 2004.

“Riteniamo che questa pratica [l'apprendimento simultaneo di più allografi] sia fonte di notevole confusione per i bambini, imponendo un carico eccessivo per la memoria e ostacolando una buona acquisizione degli schemi motori necessari alla formazione delle lettere. Per contro, l’apprendimento dei diversi allografi dovrebbe avvenire in modo graduale, con l’introduzione di un nuovo sistema allografico soltanto dopo la completa acquisizione di quello precedente.”

Dal punto di vista pratico, le differenze di questi quattro tipi di scrittura sono molteplici.

Le maiuscole sono geometriche, schematiche (e infatti ben si adattano ad un primo approccio con le lettere); il minuscolo va eseguito con tratti spezzati ma che devono congiungersi, la spaziatura non è facile, i tratti si eseguono perlopiù dall’alto in basso; il corsivo invece si esegue dalla linea di base spingendo in sù la penna e ha delle maiuscole oramai “barocche” con troppi ricciolini. Troppe differenze di ductus, troppe forme da ricordare, servirebbe una semplificazione.

Qui si aprire una fase di studio tesa alla semplificazione, eventualmente all’introduzione di un’unica forma di scrittura con le sue maiuscole e minuscole.

L’Associazione Calligrafica Italiana, dopo quasi 20 anni di attività di insegnamento nei corsi per adulti ritiene di avere ora un ruolo da compiere nelle scuole. Questo consiste nella sensibilizzazione, nella diffusione di un metodo corretto e nella formazione di insegnanti o di calligrafi che possano svolgere dei laboratori nelle scuole.

Anna Ronchi (coordinatrice del progetto)

Per l’anno prossimo (2013) abbiamo intenzione di organizzare altri corsi su questo importante tema. Alcuni saranno rivolti agli insegnanti o ai calligrafi che intendono formarsi, crearsi una professionalità che gli permetta di lavorare nella scuola, sia con i bambini che con gli insegnanti. Altri saranno dei laboratori per i bambini, sia per i più piccoli delle elementari, sia per i ragazzi delle medie e superiori. Tutti questi corsi si svolgeranno a Milano. Seguono le descrizioni sintetiche. Programmi, date e costi sono in via di definizione e verranno pubblicati sul sito appena possibile sia su questa pagina che su quella dei corsi (a Milano).

La calligrafia ritorna a scuola (IIIa edizione)
Corso di formazione per docenti e calligrafi
5 domeniche, in autunno 2013
Corso teorico pratico, basato sulla proposta di insegnare il corsivo nella scuola primaria con modalità appropriate e con un modello rinnovato.

Italico per i ragazzi italiani
Corso di formazione per docenti e calligrafi
4 domeniche, da febbraio/marzo 2013
Corso teorico pratico, basato sulla proposta di insegnare l’italico principalmente nella scuola secondaria di primo e secondo grado ma anche nella primaria.

ABC Incomincio a scrivere
Corso di calligrafia per bambini delle elementari
Indicato per le classi 1a, 2a, 3a, 4a
Laboratorio di sei sabati dalle 14.30 alle 16.30.

XYZ Riprovo a scrivere
Corso di calligrafia per ragazzi delle secondarie di primo e secondo grado
Laboratorio di sei sabati dalle 17.30 alle 19.00.

40 commenti
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  1. Sono un ‘insegnante di scuola media e vi scrivo, innanzitutto, per dirvi che apprezzo moltissimo il vostro lavoro e che sono pienamente d’accordo su quanto avete detto e riflettuto (la necessità, l’importanza e anche la bellezza della scrittura corsivo…) , in secondo luogo vorrei chiedervi se nella vostra opera di divulgazione, prevedete degli incontri, o delle lezioni in classe. Lo riterrei molto utile, anche per accompagnare e rafforzare gli insegnanti nel loro lavoro. Rimango in attesa di una vostra cortese risposta. Grazie,
    Lorenza Cucchiani

    P.S. In una recente visita al museo Martinitt di corso Magenta 57, la lezione più apprezzata dai miei studenti, e anche dai miei figli, è stata proprio quella di calligrafia!

  2. Grazie della sua lettera.
    Volevo sapere un paio di cose:
    1) Mi dia qualche informazione di questo museo che immagino si trovi a Milano ma di cui non sapevo niente.
    Fino a quando ho abitato a Milano (cioè fino al 2004) non ho mai saputo che esistesse questo museo.
    E, mi dica, c’era qualcuno che dava dimostrazioni di scrittura?
    2) Lei dove insegna?
    Tra i vari obiettivi che ci siamo posti nel nostro gruppo di lavoro c’è anche l’istituzione di un corso di formazione per operatori che possano intervenire nelle scuole. In questo caso si potrebbero istituire dei brevi corsi per gli insegnanti, così come dei laboratori per i bambini (sia della scuola dell’infanzia sia della scuola primaria).
    Lei ha parlato con le sue colleghe/colleghi? Ha notato se nella sua scuola c’è interesse per l’argomento?
    Se c’è questo interesse si può intervenire anche subito, si può fare un piccolo progetto. Io, per esempio, sono disponibile.
    Cordiali saluti,
    Anna Ronchi

  3. Mi scusi se rispondo solo ora…
    Il museo Martinitt è stato aperto solo di recente, mi sembra due anni fa. Si trova in corso Magenta 57, ed è aperto dal martedì al sabato. E’ molto interessante: oltre ad essere un luogo che ricostruisce e ricorda una parte della storia di Milano, è un archivio storico ed è anche e soprattutto l’unico museo interamente multimediale di Milano. Anche la lezione di calligrafia in realtà non è una vera lezione: è multimediale, a scelta tra altre! La figura di un maestro e una lavagna appaiono su uno schermo e i ragazzi seduti su dei veri banchi rispondono schiacciando un pulsante! Potrebbe sembrare terribile, detto così, ma consiglio chiunque a visitare il museo prima di esprimere un giudizio.
    Per quanto riguarda la mia scuola, (scuola media Italo Calvino, via Frigia 4, Milano) penso che alla calligrafia siano interessate tutte le mie colleghe, anche se forse le priorità sembrano altre e il tempo sempre meno. Forse più che a un progetto si potrebbe pensare a alcune, o una, lezione, che magari possa essere da stimolo per proseguire.
    Farò in modo di poter venire all’incontro del 27.Grazie e a presto, Lorenza Cucchiani

  4. In corsivo non scrivo benessimo e spesso con i miei alunni mi giustifico perchè da piccola il mio maestro ha cercato di eliminare il mio mancinismo con la forza. Non è riuscito naturalmente…….
    Per prendere appunti scrivo in maiuscolo se no poi non capisco bene. Non credo ci voglia tanto a scrivere in maniera leggibile, forse è stato sbagliato togliere importanza alla calligrafia, non dico come voto però insomma…manco non considerarla affatto.

    E farei fare un corso di calligrafia a tutti gli insegnanti

  5. Sono tante le persone a scrivere in maiuscolo evidenziando così delle difficoltà e delle paure. Io personalmente ho conosciuto diversi ragazzini di 4a che scrivevano ancora in maiuscolo perché le maestre consideravano che avessero diversi problemi di apprendimento e che quindi non ce l’avrebbero mai fatta ad imparare una scrittura minuscola corsiva. Io ho lavorato un po’ con loro ed essi hanno iniziato a scrivere in corsivo. Tornati a scuola a settembre, hanno cercato di mettere in pratica la nuova scrittura. Da parte delle maestre neanche un incoraggiamento. A me sembrava un passo importante, per loro era indifferente come scrivessero.
    A proposito, oggi 4 gennaio a RADIOTRE al notiziario delle 13.45 Marco Lodoli ha proprio parlato di questa difficoltà di molti giovani a scrivere in corsivo con una scrittura matura.

  6. Sono uno studente universitario.
    Da qualche tempo ho preso coscienza di scrivere,come molti miei colleghi,in una maniera pessima.

    Con l’invito di tenere in considerazione anche l’attuale generazione di universitari,vi chiedo se potete segnalarmi un bibliografia essenziale per imparare,di nuovo,a scrivere bene.

  7. vorrei che mio figlio scrivesse in maniera leggibile. Ho girato varie librerie ma nessuno è stato in grado di darmi un libro sulla bella grafioa o sugli esercizi da fare.
    Vorrei sapere dove rivolgermi vivendo in Calabria

  8. Dallo scorso settembre sono stata trasferita da posto di insegnante di lingua inglese a posto comune, dopo 18 anni di insegnante specialista…senza il tempo di essere formata! Ora insegno italiano in una classe prima e, a differenza della mie colleghe che hanno già introdotto lo stampato minuscolo, io sto ancora lavorando con lo stampato maiuscolo in quanto ho difficoltà a capire come motivare il passaggio se non per scopo di lettura di testi.
    Avrei molto piacere di essere informata direttamente al mio indirizzo mail se terrete corsi nella regione Veneto.
    Grazie
    Roberta Reniero

  9. Ciao, associandomi alle richieste di Angelo e di clara, vi chiedo se mi potete consigliare dei testi che rivolgendosi agli adulti insegninoi un metodo per aquisire una corretta scrittura in corsivo.
    Inoltre, essendo padre di un bambino che frequenta la prima classe della scuola primaria, vi chiedo se mi potete consigliare dei testi che siano orientati all’insegnamento della calligrafia ai bambini.
    Grazie.

  10. Rispondo alle ultime tre lettere molto in ritardo e me ne scuso. Il corso “La calligrafia ritorna a scuola” che è iniziato il 6 marzo mi sta portando via molte energie. Non me ne pento, sento di essermi coinvolta in qualcosa di molto importante. E piano piano i risultati ci saranno.
    Al momento non so dare risposte a molte persone, come allo studente universitario o alla mamma. Siamo in un paese in cui ci sono pochissimi libri in italiano specializzati sulla scrittura o sulla calligrafia. Dico solo che nel futuro ci sarà sicuramente un manualetto destinato alle mamme e ai loro bambini. Pazienza, ci stiamo lavorando. Un passo alla volta. Per il momento segnalo l’esistente:

    – “Scrivere meglio”, di Francesco Ascoli e Giovanni de Faccio, Stampa Alternativa e Graffiti
    Il libro contiene molta teoria, cioè molta storia dell’insegnamento della scrittura nelle scuole d’Italia ma oltre a ciò anche un buon metodo e delle eccellenti lettere destinate però alla scrittura con la stilografica a punta larga.

    – “Italico per Italiani” di Eric Hebborn, editore Angelo Colla di Vicenza
    Un simpaticissimo libretto, scritto in maniera semplice, prendendo a modello un antico manuale italiano del 1522 di Ludovico degli Arrighi. L’autore è Eric Hebborn, un celebre “falsario” un artista di grande talento che dipingeva alla maniera di tanti pittori antichi. L’autore vuole insegnare agli italiani un metodo di scrittura sempre con la stilografica a punta larga.
    Questi due libri sono per gli adulti che vogliono riapprendere a scrivere. Queste persone possono anche iscriversi ad un nostro corso come “Vorrei scrivere meglio” che si terrà a Vicenza il 15/16/17 aprile.

    L’unico libro che posso consigliare per la scrittura dei bambini è:
    “Il corsivo dalla A alla Z” di Bravar, Borean, Blason, Zoia, ed. Erickson
    Il libro consta di due volumi, uno di teoria e uno di pratica. La teoria sarebbe soprattutto indirizzata agli insegnanti ma anche le mamme vi troveranno delle conferme sulla postura, la prensione, ecc.
    La pratica mostra e insegna tutte le lettere corsive minuscole. Purtroppo manca il maiuscolo. Le autrici non hanno saputo trattarlo.
    Se le mamme hanno dubbi sulla corretta prensione e postura, possono guardare il seguente sito: http://www.peav.it

    Alla maestra Roberta Reniero consiglio proprio quest’ultimo libro e segnalo che in ottobre ci sarà un breve corso di aggiornamento presso il Museo Diocesano di Padova sull’insegnamento della calligrafia a scuola. Guardi su http://www.museodiocesano.it alla sezione corsi.
    Capisco la sua domanda, la riassumo così:
    – i bambini iniziano a scrivere in maiuscole alla scuola dell’infanzia
    – usano le maiuscole nella prima classe della scuola primaria per apprendere la lingua italiana scritta
    – poi cosa si fa? Non si può continuare a lungo con la scrittura in maiuscolo, si rischia di creare un’abitudine, la scrittura maiuscola non è adatta alla scrittura corrente.
    – generalmente si passa al minuscolo stampato. Io sono contraria a questa scrittura perché presenta le lettere staccate e necessita di molti stacchi, non solo alla base delle lettere, ma anche nelle lettere stesse.
    O si insegna questa scrittura in maniera più corretta, cercando di eliminare gli stacchi di penna all’interno delle lettere, oppure bisogna abbandonarla. Faccio l’esempio di ‘n’ e ‘m’. Queste due lettere si possono scrivere con un unico movimento (come succede nel corsivo) anzichè con due o tre avendone un vantaggio pratico.
    – Si può provare a saltare il minuscolo stampato? Lo chiedo alle insegnanti. Sarebbe una maniera per semplificare l’apprendimento della scrittura/calligrafia e per non sprecare tempo prezioso (so che manca tanto).
    – Si può passare subito al corsivo, però tramite molti esercizi preparatori grafomotori. Prima si scrivono le lettere staccate e solo dopo quando il bambino ha interiorizzato i movimenti, si possono scrivere sillabe e poi parole.
    Consiglio di far comperare un vero quaderno di calligrafia da dedicare ad esercizi da effettuarsi ogni giorno anche solo per 10 minuti. Ci sono dei quaderni molto belli di un editore austriaco http://www.formati.com.
    Sono venduti anche in Italia. Si può mandare un fax con la richiesta al numero 0583/48454
    Buon lavoro a tutti, soprattutto alle maestre, che hanno un ruolo importantissimo per impostare bene la scrittura. Se ciò non avviene, le mamme in seguito hanno un grosso problema, a volte non riescono neanche più a correggere le cattive abitudini.
    Allora, rimbocchiamoci le maniche.
    Anna Ronchi

  11. Ho notato che mio figlio di 7 anni che frequenta la prima classe della scuola primaria scrive le lettere partendo dal basso verso l’alto; la maestra di italiano si lamenta del tratto molto leggero ma non so se ha notato questo modo di scrivere. E’ giusto correggere questa abitudine? Se si, in che maniera?
    Grazie.

  12. Sì, si deve correggere questa abitudine. Soprattutto se suo figlio è oramai in 2a. Questo fatto è più importante del tratto leggero. L’insegnante mi perdoni ma sarebbe peggio avere troppa pressione, con l’effetto di stancare la mano e irrigidire le dita. Le lettere “leggere” si leggono? Se sì non me ne preoccuperei.
    Molto più preoccupante il movimento errato che conduce all’impossibilità di unire le lettere. Il bambino piccolo parte dal basso e va in alto, perché parte da sé e va in fuori, ma il bambino che è in 1a deve imparare a modificare questa abitudine. Non ripeterò mai abbastanza che il bambino deve imparare anche ad eseguire i cerchi (ovvero le ‘o’) in senso antiorario.

  13. Buongiorno,
    ho seguito due corsi relativi alla cancelleresca tenuti da voi in via Ponchielli (a cura di Anna Ronchi e Francesca Gandolfi) trovandone un enorme beneficio.
    La mia piccola ha iniziato quest’anno la scuola primaria e con mia grande delusione ho rinvenuto nei metodi di insegnamento utilizzate, quanto di negativo Anna Ronchi aveva, con cognizione di causa, anticipato nelle lezioni in aula.
    Mi è sembrato che le insegnanti di mia figlia mal abbiano colto il mio suggerimento di prendere contatto con l’Associazione Calligrafica, tant’è che pur sapendo di non essere corretto nei confronti degli insegnanti, a volte correggo il ductus.
    Ciò che più mi ha lasciato perplesso è che i piccoli alunni non vengono corretti nè nella postura nè nell’impugnatura dello strumento – sia questo lapis piuttosto che biro – con il risultato di affaticare più del necessario i piccoli.
    Augarandoci un sempre maggiore successo colgo l’occasione per augurare un felice Natale a tutti.

  14. Sono un’insegnante di scuola elementare, ho letto di Voi oggi su “La Repubblica” è stato pubblicato un articolo sull’importanza della bella scrittura. Uso molto la tecnologia ma amo scrivere lettere e biglietti a mano. Vi seguirò.
    A presto

  15. Salve, sono una grafic designer, vivo e lavoro a Roma, e sono anche mamma di due bambine. La più grande frequenta la quinta elementare, la piccola invece sarà in prima elementare l’anno prossimo. Anche nella loro scuola ho notato una completa indifferenza da parte delle maestre nei confronti della calligrafia, e mi dispiace profondamente che i bambini perdano uno strumento così importante, così basilare, di comunicazione e di espressione personale. Vorrei sapere se avete in programma delle iniziative a Roma nelle scuole, fatemi sapere, sono pronta a sensibilizzarle il più possibile.
    Cordiali saluti.

  16. Rispondo con un po’ di ritardo agli ultimi tre messaggi di Roberto, Rosaria e Mirella. È un grandissimo dispiacere per me leggere queste notizie di bambini a cui non viene insegnato a scrivere con sufficiente tempo, attenzione e cura. Tutte le energie delle insegnanti sono poste all’insegnamento delle materie fondamentali non accorgendosi che la calligrafia è alla base di tutti questi saperi. Se un bambino non sa scrivere bene, ciò si rifletterà sull’ortografia e sulla sua capacità di esprimere bene i concetti. Se un bambino scrive malamente le cifre e non le incolonna, non le tiene in fila, i suoi calcoli anche esatti non verranno capiti dall’insegnante. Anche tante ore di fatica da parte dell’insegnante nel decifrare i testi, che senso hanno? Non sarebbe meglio facilitare la vita sia ai bimbi sia a loro stessi?
    Sicuramente sono i bimbi i più penalizzati, so di bambini molto stressati e affaticati quando in prima gli si propone di imparare quattro forme di scrittura assieme. Invece, più cura nell’impostare le lezioni, i modelli, gli esempi, uniti alla correzione individuale produrrebbero ottimi risultati e darebbero al bambino sicurezza ed autostima. Ricordo a tutti che la calligrafia è un potente mezzo di autostima.
    Quando leggo le vostre mail di genitori sono spronata a continuare nell’opera di divulgazione. Continuiamo insieme! Voi cercate di indirizzare le maestre al nostro sito. Nel futuro abbiamo in previsione un blog e un libretto non in forma cartacea ma pdf (scaricabile dal sito) per trasmettere informazioni basilari sulla calligrafia, prensione e postura. Mi incoraggia molto leggere le mail degli insegnanti che sono sensibili all’argomento. Ultimamente ne ho incontrati molti perché tengo dei corsi di aggiornamento in giro per l’Italia. Tanti incominciano a rendersi conto che c’è un problema. Io sto anche formando delle persone che abbiano competenze per insegnare nelle scuole. Non siamo ancora in tutt’Italia, purtroppo! Scriveteci e vedremo se potremo venire nella vostra scuola!

  17. Sono insegnante prevalente in una prima , ho prediletto l’uso esclusivo dello stampato maiuscolo non trascurando il riconoscimento visivo, tramite il libro e i cartelloni murali, degli altri caratteri. Dopo aver completato la presentazione di tutte le lettere dell’alfabeto ed averne constatato il sicuro riconoscimento, sono passata alla scrittura anche dello stampato minuscolo con un lavoro continuo di trascrizione da un carattere all’altro seguendo l’ordine di presentazione delle lettere. Il nostro carattere ufficiale per la scrittura sotto dettatura o spontanea e per tutte le altre discipline rimane però sempre lo stampato maiuscolo. Conto di introdurre gradualmente il corsivo con lo stesso metodo usato per lo stampato minuscolo e cioè attraverso copie e trascrizioni, quando la padronanza si mostrerà sufficiente abbandonerò gradualmente gli altri due caratteri e userò esclusivamente il corsivo iniziando a dettare qualche frase e chiedendo ai bambini se se la sentono di scriverla finalmente in corsivo senza aver bisogno di modelli o punti di riferimento. Mi lascia perplessa l’affermazione che lo stampato minuscolo possa danneggiare la futura scrittura del bambino. Nel ciclo precedente ho adottato lo stesso metodo e nei processi evolutivi dei vari alunni ho avuto modo di vedere belle e brutte grafie come è sempre stato anche quando si iniziava a scrivere subito in corsivo. condivido invece la necessità di curare la giusta direzionalità nella scrittura delle varie lettere (combatto quotidianamente con o scritte in senso orario per cattive acquisizioni precedenti la scuola).

  18. Sonoappassionata della bella calligrafia vorrei sapere se c’e’ in programma un corso anche a Roma.grazie

  19. Buongiorno, sono una mamma della provincia di Belluno e vorrei un aiuto per poter replicare alle insegnanti di mia figlia di prima elementare circa l’insegnamento del corsivo.
    Le insegnanti a tal proposito mi dicono che a causa dell’eventuale presenza di bambini dislessici hanno deciso di non insegnare il corsivo.
    Forte di un corso di kinesiologia ho provato a replicare, ma a differenza di molti non ritengo di avere la verità assoluta in tasca e vi chiedo quindi gentilmente maggiori informazioni sull’utilità dell’insegnamento del corsivo.

    Saluti
    Anna Milani

  20. gentile mamma (Anna Milani),
    capisco molto bene la situazione nella quale si trova (è successo anche a me finché ho potuto farmi ascoltare) e il fatto che lei sente di aver bisogno di aiuto per sostenere le sue opinioni. Abbiamo preparato un libretto informativo per spiegare i motivi per cui la calligrafia vada insegnata con attenzione, calma e metodo e l’abbiamo realizzato proprio pensando a genitori come lei che possono fare un’opera di divulgazione a scuola. SE lei mi scrive al mio indirizzo mail anna.ronchi@calligrafia.org sarò ben lieta di mandarglielo (è in f.to pdf).
    Saluti

  21. Sono un’insegnante di scuola primaria, scopro con molto piacere che esiste l’Associazione Calligrafica Italiana. Qualche tempo fa, nella mia scuola nasce l’idea di organizzare una notte bianca e così la docente coordinatrice, memore della mia bella grafia, mi propone di tenere un laboratorio di “bella scrittura”; accetto, mi sembra una idea originale, ma ora sono a caccia di materiale per strutturare il laboratorio e così, vagando di sito in sito, vi ho trovati! Mi sono accorta che al riguardo non c’è molto materiale a cui fare riferimento, del resto io posso attingere solo alla mia esperienza personale, per cui vi sarei grata di suggerimenti e consigli che vorreste darmi.
    Mi rendo conto che qualche ora non basta per insegnare a scrivere e per risolvere le diverse problematiche che nascono da una grafia caotica o pessima, ma potrebbe essere l’inizio…..
    Grazie e a presto!

  22. Salve,

    sono una maestra elementare e condivido pienamente quanto letto in questa pagina. Vorrei avvicinare i miei alunni alla calligrafia ma onestamente non so bene come fare. Purtroppo vivo a Roma e non posso frequentare corsi o incontri in nord Italia: sarebbe possibile caricare sul sito o avere del materiale, anche semplice, su come impostare degli esercizi per i bambini?
    Grazie,

    Maestra Maria

  23. La maestra delle elementari mi ha insegnato la calligrafia. Purtroppo io ero molto lento, finivo i temi per ultimo. Ero bravo a scuola ma la scrittura mi frenava, scrivere in brutta e ricopiare in bella mi faceva perdere troppo tempo.
    La scrittura calligrafica non è mai stata confortevole nel mio caso, non riuscivo a sviluppare uno stile scorrevole: ero forse troppo meticoloso, razionale, o semplicemente bloccato psicologicamente. Col tempo mi sono velocizzato ma scrivendo decisamente molto male, a volte faticavo a rileggere i miei stessi appunti.

    Nel primo triennio di ragioneria, imparando la stenografia, ho avuto l’idea di riaddestrarmi, ho deciso di scrivere in stampatello minuscolo. Con meraviglia mi accorgevo di essere più leggibile ed anche discretamente veloce.
    Il tratto è certamente segmentato, ma forse nel mio caso è il modo più congeniale di scrivere. Non so se la mia esperienza è fuorviante, cmq ad oggi non sono più in grado di scrivere in calligrafico, quando ci provo cambio spontaneamente in stampatelo minuscolo.

    Mi piacerebbe scrivere in calligrafico, perché ha una certa eleganza quando ben padroneggiato, purtroppo non è il mio caso.

  24. la calligrafia e’ lo specchio dell’anima dei nostri pensieri, sentimenti e preoccupazioni non va’ mai modificata
    la persona deve essere vera e reale con quello che sente interiormente.

  25. Vorrei qui portare la mia esperienza. La mia maestra (30 anni fa) non mi ha mai (per 5 anni!) insegnato a scrivere in stampato. Già alla fine della prima elementare scrivevo brevi frasi solo e solamente in corsivo, e così per il resto dei cinque anni. Ci ha presentato lo stampato solo per il riconoscimento necessario alla lettura del libro di testo e dei libri in generale. Solo alle medie mi sono avvicinata allo stampato scritto perchè incuriosita dalla scrittura della mia Prof. di inglese. Il risultato è che scrivo naturalmente in corsivo ma anche in stampato. La calligrafia si acquisisce durante tutta la vita, durante il cammino si operano delle scelte del tutto personali, ma trovo sia necessario che le basi siano chiare e che non ci siano richieste eccessive da parte degli insegnanti (quattro tipi di caratteri sono decisamente troppi) che, a mio avviso, creano solo difficoltà soprattutto a quei bambini che sviluppano disturbi specifici di apprendimento.

  26. Complimenti,insegno da 38 anni nella scuola primaria, ho sempre cercato di curare la “bella calligrafia” e ho letto con interesse e voglia di approfondire il risultato del vostro articolo.

  27. Sono una maestra elementare Montessori e quest’anno insegno in una prima elementare.
    Il metodo Montessori di fatto esclude lo stampato maiuscolo: si usa subito il corsivo.
    Con la mia collega, fin da settembre, sia partite dal pregrafismo (ebbene sì, le vecchie “aste” di una volta!!).
    Adesso stiamo presentando le lettere in stampato maiuscolo, insegnando loro la direzione giusta del segno delle lettere, forse stressandoli anche un po’ (in senso buono!), per aiutare i bambini con possibili disturbi di apprendimento.
    Adesso stiamo presentando le lettere che conoscono in corsivo, quasi come un gioco. I bambini hanno ancora molta difficolta ad unire le lettere (ovviamente!) ma gli piace continuare a provare.
    Ci sta aiutando moltissimo il materiale montessori (le cosiddette lettere smerigliate).
    Per quello che mi riquarda trovo il corsivo faticossissimo: fin da bambina scrivevo come un medico… o quasi.
    Al liceo ho deciso di imparare lo stampato minuscolo, che tutt’ora uso.
    L’ho un po’ “corsivizzato” (all’inglese) ma riesco a scrivere velocemente e, sopratutto, in maniera leggibile.
    Scrivo in corsivo con i bambini, ma se una lettera mi viene male debbo ricominciare la parola da capo: è coem se la mia mano non “corresse”.

  28. Buon giorno. Sono attualmente un odontoiatra-ortodontista.Da piccola in Venezuela, dove sono nata e cresciuta fino a 17 anni mi veniva impartita mezz’ora al giorno di calligrafia Palmer. Posso dire che quando faccio le ricette ad i miei pazienit, essi rimangono contenti della bella calligrafia…le ricette mediche a volte non si capiscono!!!..Siccome vorrei mettermi in condizioni di insegnare ai più piccoli ed anche ai grandi la calligrafia e tutti gli esercizi che ciò comporta, chiedo a voi come poter fare per offrire un dovuto servizio. Abito in un paese dell’Abruzzo dove questa iniziativa potrà portare buoni frutti. Un saluto cordiale in attesa di un vostro consiglio. Grazie. Elizabeth

  29. buonasera sono debora martini proprietaria di una tipolitografia a roma sto cercando già da parecchio tempo la font della bella scrittura quacuno mi sa dire il nome di dove la posso trovare anche a pagamento
    distinti saluti
    debora martini

  30. sono un’insegnante di scuola superiore con due figli alle elementari. in altri ambiti si fanno delle “consensus conference” e da quelli si parte per delle linee guida, ci vorrebbe anche per la calligrafia a scuola (con calligrafi, psicologi, pedagogisti, foniatri, logopediste, ortottisti, neoroofalmologi, insegnanti, specialisti in disgrafia). Sogno delle linee guida del MIUR (ci sono per i DSA, disgrafia inclusa, quindi si tratterebbe di ampliare un discorso già fatto) in cui si danno indicazioni sulla base dell’evidenza scientifica e didattica su quali caratteri presentare e in quale ordine, su un corsivo standard (quindi con indicazioni mirate alle case editrici) da saper riconoscere e usare.

    Se io penso alle schede/abecedari dei miei figli ognuno andava per la sua strada con tante varianti; l’h maiuscola mi è rimasta impressa come carattere “inutile” nel senso che nessuno dopo le elementari la scriverà mai in quel modo e che forse si potrebbe “sfronzolare”,

    Si prepara un manuale e si mette sul sito del miur, scaricabile. Poi le scuole organizzano anche i corsi di aggiornamento, ma intanto c’è una base comune a tutti da cui partire. Utopia?

  31. Non è un commento ma una richiesta di aiuto. La mia nipotina, 7 anni, 2° cl. impugna la penna in modo errato e questo causa stanchezza e rattrappimento delle dita. Ormai non siamo più in grado di correggerla, se non con un’attenzione continua che non può esserle assicurata a scuola. Esistono ausli , correttori o impugnature, ma non riusciamo a trovarli. a chi possiamo rivolgerci? Grazie a chi vorrà aiutarci.

  32. Dopo aver letto il pensiero di
    24.francesco greco settembre 4th 2012 11:09 : la calligrafia e’ lo specchio dell’anima dei nostri pensieri, sentimenti e preoccupazioni non va’ mai modificata la persona deve essere vera e reale con quello che sente interiormente.
    Commento:
    Condivido pienamente la prima affermazione, ma la vita ci cambia in continuazione ” tempora mutantur et nos mutamitur in illis” e di conseguenza è normale che anche la calligrafia cambi con noi. Sta a noi far sì che sia un miglioramento. Ho 73 anni e da pochi anni sono arrivato con assidua applicazione ad ottenere una grafia accettabile. I miei studi mi hanno portato ad esaminare documenti dei secoli passati, quando la bella calligrafia era privilegio di pochi eletti, e vi assicuro che è arduo interpretarli. Ben venga tutto ciò che può migliorare la leggibilità delle informazioni che lascieremo ai posteri.

  33. Buona sera chiedo per cortesia se esistono in zona Brescia corsi di bella calligrafia per mio figlio che frequenta la terza classe della scuola primaria

  34. Sono una mamma disperata.
    Mio figlio andrà in prima superiore a settembre e la sua scrittura, come hanno sempre lamentato con indulgenza i suoi insegnanti, è tremenda. ( Aggiungerei infantile).
    CERCO CORSO PER MIGLIORARLA DISPERATAMENTE.
    Viviamo a Bari.
    Grazie per qualsiasi suggerimento

  35. Pensavo che lo scrivere bene era definitivamente scomparso. Bene sono contento.
    Io sono stato dirigente di Azienda ed i colloqui per le assunzioni (tecniche) li basavo non su problemi da risolvere, ma su una relazione di quanto ci eravamo detto nel corso del colloquio. Ciò aveva due fini. uno vedere come il candidato si sapeva esprimere e, non ultimo, come scriveva. In conclusione se la scrittura era incomprensibile, non veniva assunto. Questo è quello che gli insegnanti dovrebbero sapere, ma nessuno glielo dice. Leggere in certi siti critiche spietate contro l’imparare a scrivere bene mi fa inorridire. A mio avviso si tratta anche di educazione versio il prossimo.
    Bene, continuate su questa strada! Complimenti.
    Antonio Salmeri – Roma

  36. sono felice di sapere che esiste la vs associazione. Sono una persona adulta consapevole di avere una brutta calligrafia, purv avendo conseguito una laurea! chiedo se è possibile migliorare la calligrafia in età adulta.
    Ringrazio anticipatamente per la risposta e porgo cordiai saluti

  37. In Francia, dove vivo si fa ancora a scuola la “bella scrittura” con tutte le decorazioni del caso….in seconda elementare mio figlio ne subisce la tortura tremenda… e ama ancora meno scrivere. Tutti qui lo hanno fatto a scuola, esercizi quotidiani per anni e anni,ma questo non impedisce agli adulti di avere comunque delle brutte calligrafie. Esercizi vacui, tediosi e….sostanzialmente INUTILI, anzi…con l’unico scopo di far sentire il bambino passivo e peggio ancora costretto nel suo percorso educativo. Basta che la scrittura resti comprensibile, decifrabile. I bambini soprattutto alle elementari devono conservare il “piacere” di imparare, la motivazione e certi sterili esercizi potrebbero invece scoraggiarlo.

  38. Grazie e complimenti a tutti per quello che scrivete. Sono insegnante e pedagogista, ma in particolare il mio impegno è rivolto a quegli alunni con speciali abilità, di cui oggi si sente tanto parlare. Proprio in questi giorni mi domandavo perchè mai i nostri alunni non debbano essere curati con più attenzione anche da questo profilo. Anche io come tante altre colleghe vi chiedo materiale non solo divulgativo essendo in Sardegna e non avendo la possibilità di seguire uno dei vostri corsi :( .
    Grazie per quello che potrete fare.

  39. Buongiorno,
    ho 37 anni. Sono un professionista ed ho una scrittura pessima. Mi piacerebbe partecipare ad un corso a Roma se possibile. C’è questa opportunità?. Grazie. Valerio

  40. Buonasera, sono una mamma di due bambini di 10 e 7 anni.
    Vorrei sapere se esistono corsi analoghi a Palermo.
    Grazie.

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